Vivere non è difficile, potendo poi rinascere
Postato alle 10:43 di giovedì, 19 novembre 2009
Cari simpamici, ieri sera puntatona pregna (con la p) di episodi alla trashmissione di raidue.
Qui di seguito i momenti e le riflessioni da evidenziare.
1) Voi italiani (mi chiamano da sempre Peppe ‘o svedese per i miei occhi marroni) siete brave persone ma non siete capaci con le votazioni. Delle elezioni politiche neanche ne parlo, cribbio, però anche in materia musicale non state messi meglio. Ad esempio, durante la gara un simpatico cantante, Silver, ha dimenticato il testo, ha stonato ed ha provocato il suicidio della donna cannone per lo sconforto. Un altro, Giuliano, non conosce una canzone neanche ad ammazzarlo e quando si cimenta con l’inglese non raggiunge nemmeno i livelli di Rutelli.
Nonostante questi due concorrenti in gara, al ballottaggio, per colpa vostra, vanno Paola e le Yavanna (in particolare la rossa…)
2) La tattica dei giudici. La simpaticissima Mara Maionchi cerca di rabattare voti tramite la palese rincoglionaggine. Morgan sfrutta la sua enorme cultura dimenticandosi di essere su Raidue e non su Discovery Channel. Claudia Mori, invece, si piange sempre addosso ed è più dietrologa di Mourinho dopo un pareggio. E’ talmente acida che Adriano Celentano ha costituito il clan da anni sperando si presenti un buon killer.
3) In tutto questo bailamme si erge il ragazzo fuori, Marco, vincitore annunciato.
4) Nota dolentissima. Francesco Facchinetti è capace di sbagliare 10 nomi su 10. Giuliano è stato chiamato “Damiano”, Paola è stata battezzata “Claudia”, Claudia (Mori) è stata definita “Simona” (Ventura) ed addirittura, al ballottaggio, ha urlato: “In semifinale vai tu… Yavanna!!!”. Ovviamente in semifinale è andato Silver, con somma figura del conduttore che è stato ripreso dal notaio. Se sarà confermato nella prossima edizione, sembra che gli sarà data una deroga speciale: potrà appellare “Bella di padella” l’interlocutore femminile e “Capitano uncino” il maschio di fronte. L’ex DJ Francesco è così rintronato da raccontare che il padre suona nei Matia Bazar.
5) Silver dimentica il testo e subito dopo piange. Scena mai vista. Parlo del pianto: quando accade ad Amici, il protagonista urla come un matto dando la colpa ai prof. Oppure quando avviene allo Zecchino d’oro, il bimbo di turno se la ride.
6) E’ stata eliminata Paola ma non me ne dolgo. Ho avuto modo di elevare il mio spirito ed il mio umore: da Chiambretti c’era il maestro unico, Franco Battiato. Un plauso alla Gelmini.
7) Capitolo quarto giudice. Durante la prima manche il protagonista è Francesco Renga, che non ha mai visto X Factor. Me ne sono accorto quando ha chiesto a Giuliano: “Ma per caso sei sardo?”. Renga… ma perché non ti sei fatto prestare l’auricolare da Ambra? Sono 4 settimane che si discorre della “sardità” di Giuliano (oltre che della sordità della Maionchi).
Giudice della seconda manche, Checco Zalone. Fantastico alle sagre, ma totalmente fuori luogo in questo contesto. Troppo trash.
La trasmissione, non lui.
Postato alle 09:43 di martedì, 17 novembre 2009
Ieri al GF 10 Sabrina è stata eliminata ed in più ha ricevuto una proposta di matrimonio da parte del fidanzato. Serata nerissima.
E' uscito dalla casa anche Davide, quello che somiglia a Gesù. Dopo la crocifissione.
Mara è stata caricata di uno stress enorme: scegliere tra una porta bianca, una rossa e l'altra blu. Immancabili tremori, pianti e frasi del tipo: "Alessia, per me è una responsabilità enorme".
Dietro le porte non ci sono animali pannelliani (ossia bramosi di cibo causa sciopero della fame...) ma solo una insulsa busta contenente tre nomi di concorrenti papabili all'eliminazione.
Ovviamente ogni custodia conteneva gli stessi nominativi, ma solo Mara non ha capito come funziona il GF. Ecco perché hanno mandato lei.
Quesito della settimana. E' più pazzo un folle, oppure chi lo ascolta?
Stop.
Postato alle 13:23 di lunedì, 16 novembre 2009
La settimana scorsa ci siamo recati alla Giornata delle Forze Armate. Bella manifestazione: si poteva salire sui carri armati, sugli elicotteri, sulle auto antiche della Polizia, visitare il centro anti-hacker e quello del meteo, parlare con i militari e con il colonnello delle previsioni del tempo di rai2; insomma, una bella esperienza che però mi ha fatto ricordare un’altra meno felice: fare il militare.
Mia madre ha sempre desiderato vedermi mettere la firma per la carriera in marina. Ricordo quando mi venne affibbiata la lettera di convocazione per i 3 giorni della visita di leva: lo sfigato Giuseppe ecc ecc si dovrà recare in quel di Taranto.
Mi sarei arruolato in marina! Mia madre stappava bottiglie di champagne per festeggiare ed io me le bevevo tutte per mettere fine a quella sofferenza.
Partii, mi tagliai i miei adorati e lunghissimi capelli e tornai dopo 3 giorni affranto: l’ambiente autoritario non mi piaceva per nulla.
Dopo un po’ di mesi pervenne un’altra comunicazione: lo scalognato Giuseppe ecc ecc dovrà presentarsi presso la caserma Chiseloricorda di La Spezia al fine di svolgere il periodo di leva militare in Marina.
Quando lessi per la prima volta la missiva, non capii: a quel tempo non si parlava d’altro che di Marina Suma ed io, ingenuamente, pensai di trascorrere quell’anno con lei.
Chiarito l’equivoco, altri festeggiamenti familiari ed altrettanti miei tentativi di sbattere con violenza col capoccione contro il fondo della bottiglia per rimanerci come lo spumante. Secco.
Niente da fare, partii con i capelli corti e con una valigia di cartone ma mia madre dovette arrendersi presto: non avrei mai fatto la carriera militare, nessuna firma in vista.
Ancora oggi mal sopporto (e non capisco) le imposizioni e le intromissioni. Non mi fermai soprattutto per il seguente motivo: per quale misterioso motivo tu, generale dei miei stivali, devi svegliare me ad un orario poco consono (ore 5.30-6 a.m.) solo perché devo ascoltare un tizio che all’alba prova piacere nello strombazzare di fronte ad una bandiera che sventola? Questo cerimoniale non possiamo attuarlo, che so, verso le 12, 12 e 30, in tutta calma?
Postato alle 13:16 di lunedì, 16 novembre 2009
Sono stato al carcere di Monopoli. Ci son rimasto finché non ho fatto 12 ai dadi...
Postato alle 10:15 di giovedì, 12 novembre 2009
La nuova puntata di X Factor inizia con un entusiasta Facchinetti che esalta il primo ospite: nientepopodimenoche... Mariah Carey! Urla, standing ovation, scene isteriche. Video di Mariah che incontra i ragazzi nel loft. Domande: "Il tuo rapporto con Michael Jackson?", "Cosa ti ha trasmesso MJ?", "Michael ti ha ispirata?".
Si torna in studio: il figlio di Pooh, dopo averla presentata con enfasi, le chiede a bruciapelo "Parlaci di Michael Jackson?". Ma non sarebbe stato meglio invitare la tata del mitico Michael?
Presentazione del quarto giudice: "Amadeussss!!!". L'ex dj viene introdotto (con rispetto parlando) da una sua vecchia canzone, Saltellare, che neanche io, che navigo nel trash più infimo, ricordavo più. Lui tenta di coinvolgere il pubblico che reagisce con entusiasmo pari a quello di Brenda mentre apriva la porta ai carabinieri. Intanto Morgan si rolla una canna, la Maionchi termina una maglia all'uncinetto e la Mori parla al cellulare con il marito.
Irrompe Facchinetti: "Push the bottom!"(?), come disse Malgioglio, e via alla gara!
Marco, il futuro vincitore di Sanremo, canta Onda su onda cavalcandola molto bene. Apro parentesi: X factor si differenzia dal Grande fratello in quanto i concorrenti non sono orfani. Per dimostrarlo, gli autori fanno incontrare il dissociato con la madre.
Gli ultimi (entrati) saranno i secondi ed infatti è il turno di Paola, che interpreta una canzone di Noemi (paroliere Apicella?). Bene, brava.
Ecco le mie Yavanna. Anche se purtroppo una delle sorelle ha dimenticato il pantalone in camerino, offrono una buona prova con Alexander platz del maestro Battiato.
Chiara, abbindata come una bomboniera dei 50 anni di matrimonio, è sufficiente ma potrebbe dare di più.
Giuliano, con la sua gran voce, si esibisce con una canzone di Ferro. Ok.
Termina la prima manche Silver, troppo simile a Morandi quando faceva il militare a Cuneo, con un pezzo di Tenco.
I giudici? Niente di nuovo: ognuno difende alla morte il proprio artista.
Al ballottaggio, nuovamente Chiara.
Momento anni '80. Quando si parla di un gruppo che ha fatto la storia degli anni '80 a cosa si pensa? Ai Duran Duran! E subito dopo? Agli Spandau Ballet. E sono qui con noi, Gli Spandau, sul palco di X factor. Sembrano (?) passati 20 anni, ma quando parte Through the barricades si piange come nell'adolescenza. Ed a differenza di allora, per qualche motivo in più.
La seconda manche vede protagonista Michael Jackson e le sue canzoni. Mi tolgo il guanto traforato e scendo in campo io, questa volta.
Ma prima la notizia del mese: Luca Tomassini, coreografo ed altro della trasmissione, ha ballato in un video di MJ. Non invidiavo un italiano così tanto dalla tripletta di Paolo Rossi al Mundial 1982.
Ma passiamo alla gara.
Comincia Giuliano con The way you make me feel. Parliamoci chiaro: l'appeal richiesto dalla canzone non dimora nel sardo, il look lo fa sembrare il sosia di Steve Wonder, la pronuncia è disastrosa ed il testo errato. Un obbrobrio che ovviamente nessun giudice rileva, tranne lo Spandau Tony Hadley che lo critica con garbo, ma lo critica.
Le Yavanna, con You'll be there, non sono niente male ma per lo loro corde è sicuramente più facile. Tony Hadley è nuovamente d'accordo con me.
Mentre mi pavoneggio per la mia cultura musicale, sale sul palco Silver con The girls is mine. Prova sufficiente.
Paola si esibisce in I just can't stop loving you. Ok, se po' fà.
Scatta una violenta lite tra Morgan vs Resto del mondo con gestacci verso il pubblico al triplice fischio.
Chiude la gara Marco, con Billie Jean. Prova discreta con ottima chiusura (ballata).
Bla bla bla... al ballottaggio finisce Silver.
Dopo i cavalli di battaglia il giudice Morgan disarciona dal programma la povera Chiara.
Fine. Buonanotte ai suonatori, ed anche ai cantautori.
Postato alle 16:14 di lunedì, 09 novembre 2009
Cari simpamici, torna a grande richiesta (zero carbonella) la serie “Vite straordinarie” con la seconda puntata: protagonista, il signor Stefano Ricucci.
Ricucci nasce nel 1962 a Roma, cresce a San Cesareo e verrà in seguito soprannominato l’odontotecnico di Zagarolo (!!!???) per motivi assolutamente misteriosi (forse nell’ultimo libro di Dan Brown c’è qualcosa al riguardo).
Figlio di un autista di autobus e di una donna della quale non si sa nulla (anche se in seguito i truffati giureranno di averla vista esercitare un antico mestiere), Stefano è un bimbo vivace la cui prima parola rivolta ai genitori non è né mamma né papà ma truffa; il lattante non digerisce con un usuale burp ma con un anomalo bluff.
Ricucci cresce, anche tanto, ed inizia a conoscere il mondo immobiliare-finanziario facendo il cameriere…
Dopo quest’attività segue un corso di odontotecnica e si spaccia per dentista ricevendo due denunce da pazienti poco pazienti. Per la fortuna di tutti noi, interviene una bella amnistia che non permette il processo.
Con questo curriculum di tutto rispetto inizia quindi a farsi notare da banchieri, immobiliaristi, finanzieri ed istituti bancari che gli affidano misteriosamente un po’ di capitali con i quali Stefanucci costruisce man mano il suo impero, basato sull’acquisto e conseguente rivendita di terreni immobili (esempio: si compra una sòla a 100 e la si rivende ad 800).
Intanto Stefano si sposa con una compagna di scuola e, per far inserire il titolo di dottore nel biglietto da visita, si compra la laurea in economia ricorrendo ai servizi di una succursale a San Marino di un istituto accademico americano (al CEPU gli fa un baffo).
Con l’espandersi del suo patrimonio e col titolo di dottore in tasca, decide di separarsi e si fa notare, mediante la propria bellezza, da Anna Falchi che se lo sposa eccome.
Purtroppo l’invidia in Italia la fa da padrona e quindi taluni magistrati, con la puerile scusa di semplici truffe e bluff immobiliari per milioni di euro, arrestano Stefano Ricucci nel 2006.
Lui respinge con vigore le accuse: “Di fronte a questi attacchi rimango putrefatto! I giudici ed i media si stanno coagulando contro di me!”.
È l’inizio del declino: la lontananza (lui in carcere, disperato e la Falchi in discoteca, disperata) uccide anche il più grande degli amori e i due si separano.
Ricucci è in depressione “E’ il mio carattere: quando qualcosa non va… sodomizzo”.
In soccorso di Ricucci non arrivano i santi ma l’intero paese: fortunatamente votiamo per politici che, in casi marginali come quello del magnate (ammazza quanto ha magnato), grazie a leggi speciali fanno finire il tutto a tarallucci e vino.
Il maestro del bluff esce dal carcere più bello, più simpatico e più ricco che mai ritrovando in breve tempo l’amore con la esse maiuscola: prima con Claudia Galanti ed attualmente con Debora Salvalaggio.
Il popolo è tutto con lui, abbiamo dimenticato i suoi errori veniali. Anche in questo caso tutto è bene quello che finisce bene: sono tristi e lontani i giorni in cui l’immobiliarista dichiarava disperato “Non so più a quale Santo riavvolgermi”.
Postato alle 09:38 di lunedì, 09 novembre 2009
Chi ben comincia è a metà dell'Opera, come disse il tenore.
Postato alle 11:02 di giovedì, 05 novembre 2009
Quando è uscita la notizia che il film-documentario su Michael Jackson sarebbe rimasto nelle sale cinematografiche solo per due settimane, mi sono precipitato nel primo internet point per assicurarmi due preziosi biglietti in ottima posizione.
Avevo fatto una prenotazione strategica: in un tranquillo martedì ad un orario da disoccupati. Odio andare al cinema con una orda di barbari che sembrano voler festeggiare la Pasquetta in un luogo al chiuso e buio. Ed ancor di più in un’occasione come questa, nella quale si commemorava il mio idolo musicale, Michael Jackson.
Negli ultimi giorni, però, il battage pubblicitario dell’opera è divenuto impressionante: cifre astronomiche di incasso, milioni di partecipanti in tutto il mondo, file interminabili per l’ingresso e biglietti terminati già da un pezzo.
Risultato: in sala, oltre a noi due, ci sono 4 anziane, 2 homeless, 1 famiglia con bambini annessi ed un tizio che ha sbagliato sala. In altre parole, come al solito, non bisogna mai ascoltare ciò che propinano i media.
Il film-musicale-documentario è eccezionale: per un paio di ore, grazie al talento di MJ, si entra letteralmente in un’altra dimensione. E’ qualcosa di assolutamente magico. Il regista con quest’opera regala ai fans i siparietti, i retroscena, le prove canore, i balli, i backstages e gli incredibili video futuristici che Jacko avrebbe dovuto offrire al pubblico in quel di Londra, per gli ultimi suoi concerti.
Io consiglio la visione a chiunque, magari spogliandosi prima del possibile pregiudizio sull’uomo. Ne vale la pena perché MJ è stato un talento unico nella storia della musica e del ballo. Questo film è molto interessante poiché mette in evidenza soprattutto l’artista, non ci sono interviste postume agli amici o ai parenti ma solo a coloro che lavorano con lui a questo progetto.
Stranamente, si esce dal cinema non con la tristezza per la perdita di un talento ma con un sorriso. Un sorriso che nasce dalla gioia di aver vissuto la stessa generazione del Re del pop.
A proposito di musica (di un livello leggermente più basso, eh!) ieri ad X Factor è andata in onda una puntata inspiegabile: perché il quarto giudice è Valeria Marini? Perché farci notare che l'intera massa di Morgan è pari alle labbra della Valeriona? Finché c’è stata lei, mi son rifiutato di guardare il programma e mi son viso Very Victoria, la cui ospite era… Valeria Marini! Argh!
Verso le 2-2.15 son tornato dove batte la musica, su raidue, per seguire l’eliminato. In nomination Chiara e Sofia. Giudizio decisivo della Maionchi. Nulla di più facile, io avrei detto: “Sofia, sei simpatica, non canti malissimo e con te un po’ di tempo lo trascorrerei volentieri in un loft però Chiara canta meglio, è più brava e quindi rimane lei”. Nulla di più semplice.
No. La Maionchi, così come Morgan l’altra puntata, sentenzia: “Sofia, sei bravissima e pronta per incidere un disco. Chiara ha ancora molto da imparare. Quindi, elimino Sofia (!!!???)”.
Come dire, ci presentiamo al ballottaggio di X Factor io e Michael Jackson. Valutazione determinante: “Peppe68, sei stonato come una campana incrinata. La tua voce è simile a quella di Mario Giordano; la tua presenza scenica è pari a quella di un Gormito obeso. In tre parole: mi (1) fai (2) schifo (3). Michael… canti come un angelo disceso in cielo, balli divinamente e la tua personalità è magnetica. Pertanto…ad andare avanti… sei tu, Peppe!!!”.
Postato alle 10:24 di giovedì, 05 novembre 2009
Droga, controlli in Parlamento: si parte lunedì prossimo.
Sorpresi gli onorevoli: è stupefacente!
Postato alle 11:08 di martedì, 03 novembre 2009
Ieri sera volevo vedere la seconda puntata del GF 10 ma avevo in programma anche la consueta partita di calcio. Ed allora, come fare? Semplice, ho usato il trucco più vecchio del mondo: sono uscito in moto. Risultato: campo allagato da un nubifragio e partita rinviata a data da destinarsi.
Prima zoommata sulla Marcuzzi, intubata in un vestitino che non vedevo dai tempi delle gite sulla Salaria, quando una certa ordinanza comunale non vigeva ancora. Presentata la signorina Signorini, ecco i concorrenti: urlano e piangono, as usually (scusate il francesismo).
Fra tutti si erge senza dubbio George che, sollecitato dalla Marcuzzi a riassumere in una parola la settimana trascorsa, sentenzia: “Alessia, devo riassumere il tutto in una parola? Ok: carpe diem”. Questo, oltre a non saper contare nemmeno fino a due, crede di aver parlato di pesci.
Alle ore 21.40 la Marcuzzi annuncia a miliardi di persone che l’atteso trans in realtà non è ancora entrato e che sarà il prossimo concorrente. La notizia è sconvolgente: quindi mi volete far credere che Tullio e Maicol sono da sempre così???!!!
Scocca l’ora XXY (ha fatto la battuta, per pochi eletti) ed ecco l’ingresso di Gabriele, ex donna che sta per diventare uomo a momenti.
Riflessione personale: è vero che io sono un figlio della rivoluzione sessuale però sono in totale confusione. Nella casa ci sono, tra gli altri:
a) un uomo, Gabriele, che era una donna, Elettra, ed attualmente sembra gli/le manchi qualche accessorio;
b) Tullio, un essere né carne né pesce (scusate l'ennesimo francesismo);
c) Maicol, che di caratteristiche maschili oramai gli è rimasto solo il ricordo di un vecchio varicocele;
d) Daniela, che d’ora in poi la farà vedere a tutti (cit. Signorini);
e) Sabrina, che, parole sue, fuori aveva gli attributi e dentro non se li ritrova più (e meno male, aggiungo io);
f) Marco e Carmen che si stanno baciando e struscinando da 10 giorni anche se neanche si erano mai presentati l’un l’altro, sino a ieri sera;
g) Camilla, che sembra aver gradito anche l’ingresso di Gabriele...
h) Sabrina, nuovamente, che dichiara: “Volevo uscire. Ho avuto un momento di debolezza privato e sono stata subito travolta dalle critiche di tutti”. Da un momento all’altro attendo l’irruzione dei carabinieri per un ricatto ma mi sa che mi sto confondendo.
Chiusa la parentesi sessantottina, apriamo il dramma Daniela. Una parte di lei (sicuramente quella dalla cintola in giù: non dimentichiamo che ha dichiarato che fa l’amore 3,4 volte al giorno) vorrebbe uscire mentre l’altra spinge per rimanere. Con entusiasmo pari a quello di Franceschini allo scrutinio delle primarie, Daniela decide di restare nella casa.
Nuovo ingresso: trattasi di Veronica, bonazza di borgata. Con i tempi che corrono, non mi fido più e scruto il pomo d’Adamo: la tipa è a posto, è indiscutibilmente una donna. Veronica dice di amare la famiglia, il rispetto e di odiare i compromessi. E vai al Grande Fratello? Mah…
Mi sorprendo per un attimo poiché la tizia nomina il padre (quindi è l’unica concorrente non orfana!) ma subito dopo mi tranquillizzo: il padre l’ha praticamente abbandonata.
Finalmente è anche il turno del tonto Mauro, sosia grasso di Olmo.
Via alle nomination! Ennesima perla di George, che prima vota Daniela poiché “indecisa” e poi, per decidere l’altro nome, ci impiega praticamente quanto la gestazione di una balena. Questo George è un tonto totale. Sembra che decine e decine di asili, dopo averlo ascoltato per l’intera serata, si stiano mobilitando in favore del povero Dan, il figlio del grullo.
È praticamente notte fonda quando escono i risultati ufficiali: vanno in nomination Carmela (mica la voto…), Diletta e Daniela, che ha ricevuto più voti di Ignazio Marino alle primarie del PD.
Alla prossima.
Postato alle 09:50 di martedì, 03 novembre 2009
Il maestro di arti marziali Bruce era introverso. Se ne stava sempre Lee, da solo.
Postato alle 13:34 di venerdì, 30 ottobre 2009
Perché in Italia non sono obbligatori i pannelli solari?
Perché tutti parlano dello scaricatore di porto che possiede un linguaggio triviale mentre il caricatore di porto non se lo fila nessuno?
Perché i politici non devono parlare in italiano ma in burocratese?
Perché è stata annullata “La tribù”? Ora chi sfotto?
Perché si paga il canone rai?
Perché hanno chiamato il casco in questo modo? Non porta male?
Perché tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello non allargano l’autostrada?
Perche chi fa bancarotta fraudolenta continua ad essere milionario?
Perché ci sono motociclisti che si mettono davanti al semaforo rosso per poi ripartire puntualmente dopo tutti gli altri?
Perché, nonostante il sole cocente, il telo del mare bagnato steso sull’ombrellone per ore ed ore non si asciuga mai?
Postato alle 09:24 di venerdì, 30 ottobre 2009
Ultimamente molti politici diventano medium poiché vogliono andare in trance.
Postato alle 11:07 di martedì, 27 ottobre 2009
La riflessione che scaturisce dall’assistere alla prima puntata del Grande Fratello è pensare con terrore che queste persone…votano alle elezioni!
Però poi ci si abitua e per lo meno si riesce a dare un motivo per la situazione del nostro paese.
Tra trans, gay, uomini che diventano donna, donne che diventano uomini e donne che non vedono l’ora di prestarla, più che la casa del Grande Fratello sembra una casa del condominio di Via Gradoli.
Ma andiamo con ordine. Presenta un’algida Alessia Marcuzzi (è lei l’uomo che si è fatta donna), strizzata in un abito nero in lattex con frusta annessa.
Il primo concorrente è tal Tullio, mio indiziato numero uno per essere l’uomo che in fanciullezza si chiamava Tullia (come andare avanti, con un nome simile).
È il turno di Camilla, brasiliana, che è quella che non vede l’ora di offrirla temporaneamente a chiunque capiti a tiro.
Poi entra Marco, che si distingue poiché è l’unico ad avere un genitore (seppur in ospedale, in condizioni gravi). Tutti gli altri concorrenti sono ovviamente, come la stragrande maggioranza dei trentenni, orfani e con storie assurde alle spalle.
Infatti è la volta di Carmen, padre suicida, madre depressa e migliore amica che si fa chiamare Gabibba. Inutile cercare di immaginare una storia più triste, ed infatti Carmen, dopo soli tre minuti di gioco, comincia a piangere disperata perché, giustamente, non vede la sua amica del cuore da una quindicina di ore.
Ecco il primo fesso, tal George. Un Clark Gable italico che sarà una manna dal cielo per la Gialappa’s.
Alle ore 22 ed un quarto circa, entra lei. Colei che tutti gli uomini e le donne d’Italia odiano a morte: la perfetta che ti fa sentire una monnezza. Sabrina, un mix di Eleonora Daniele e la Chiabotto, è alta 180 cm, bionda, forme perfette, aureola in ghisa, sorriso smagliante, senza cellulite, smagliature e nei, dalla scheda si evince che possiede una sveglia perfetta, fa una colazione perfetta preparata da una famiglia perfetta, seppur secchiona è anche una perfetta sportiva che vince tutte le partite di pallavolo ed è sempre lei che realizza il punto decisivo, ha 19.599 amici ed amiche su Facebook che la idolatrano, è amata e benvoluta dal paese d’origine ed il sindaco vuol regalarle, sulla fiducia, le chiavi della città. Mentre la scruto cercando di capire se è capace di fare anche i miracoli, spiega che proprio oggi ha dato un esame: ovviamente, ha preso 30!!! E vaff…
Varca la porta rossa Maicol (ma che razza di nome), un/a ragazzo/a che diventerà il protagonista assoluto dell’edizione. Neanche al film Le fate ignoranti avevano immaginato un personaggio così particolare.
Insieme a lui fa il proprio ingresso un coattone barese di nome Massimo. Massimo è un culturista con una massa di muscoli direttamente proporzionale all’antipatia che emana da tutti i pori.
Verso le 22.30 la casa accoglie il peggiore, Mauro. Un buzzurro uscito dal film Gallo cedrone che non riesce ad essere né simpatico, né piacente.
Un piacionico è invece Davide, alias Damiano che, non trovando spazio ad X Factor ha deciso di ripiegare sul GF.
Finalmente, solo verso le 23, appare una persona normale: Cristina. Gli altri, con freddezza, la scambiano per la signora delle pulizie ma per sua fortuna Cristina urla come un'ossessa senza motivo ed il gruppo finalmente la riconosce come una di loro accogliendola con affetto. Milanese maestra d’asilo e baby sitter, non riuscirà a mangiare il panettone.
È il tempo di (frate) Alberto, una ragazzo ventiseienne d’altri tempi. Starà recitando una parte o veramente esistono ancora uomini così?
Et voilà Mara, bonazza romana di origine etiope insieme a Daniela, insopportabile e saccente imprenditrice sarda la quale asserisce che lei ed il marito fanno l'amore tutti i giorni, per 3-4 volte al dì. A parte che vorrei sapere dove trovano il tempo materiale, stì nullafacenti, ma ho capito il motivo per il quale il marito, sposato e spossato, l'ha scaraventata nella casa.
Morfeo mi richiama all’ordine mentre varcano la soglia della speranza (cit.) gli ultimi tre concorrenti: le anonime Diletta e Carmela, ed il bel tenebroso Giorgio, che uscirà dalla casa per ultimo, cioè tra qualche anno.
Cosa dire? La fauna di quest’anno è simile a quella di tutte le altre edizioni: la maggioranza urla senza motivo, si commuove per un nonnulla e si sentono già legati l’un l’altro solo per essersi detti reciprocamente il proprio nome.
E’ anche vero, però, che grazie a Mara, Camilla, Carmen e Sabrina ne vedremo delle belle.
Postato alle 09:38 di martedì, 27 ottobre 2009
Dalla prima lettera di Peppe68 in occasione di un battesimo.
La vita è più semplice di quanto si creda,
ed ecco per te una breve guida.
Apprendi dai genitori l’educazione ed il rigore
Impara dai familiari il rispetto e l’onore
Confidati con i veri amici e frequenta le belle persone
Ricordati sempre che è la vita, il dono maggiore
Ed infine, affidati in ogni momento al Signore
Basta questo, e sarai circondata dall’Amore.
Postato alle 15:33 di venerdì, 23 ottobre 2009
Che stress, essere un fan. Proprio per questo motivo si sceglie un personaggio inarrivabile quale proprio idolo. Per esempio, cosa avrebbe significato per me scambiare due chiacchiere con Michael Jackson? La morte sicura, causata da un’overdose di emozione. Però in cuor mio sapevo che non sarebbe mai stato possibile incontrarlo a tu per tu e quindi io sono ancora qui con la sola possibilità di raggiungerlo o il più tardi possibile o tramite medium.
Ma nella vita c’è sempre un colpo di scena e quindi, notizia di ieri, in Italia arriva lei, Meryl Steep. Il totem del cinema mondiale; quel cinema che parte da Troppo belli di Costantino Vitagliano ed arriva a Nel nome del padre di Daniel Day-Lewis attraverso Quel che resta del giorno di Antony Hopkins.
Ieri avrei dovuto capire che chi mal comincia è a metà del fallimento, visto che la giornata non era iniziata nel migliore dei modi.
Dalle ore 17 siamo nella tenda impiantata accanto al red carpet in posizione strategica: un tizio che conosciamo ci ha regalato una soffiata. Meryl arriverà da destra e quindi, se vogliamo vederla in anteprima per poterle strappare una foto ed un autografo, dobbiamo recarci lì in fondo, dopo il tappeto rosso.
Il tonto si è dimenticato, però, un piccolo particolare: il doppio premio Oscar arriva in un’auto nera con vetri fumé che ci impedisce di vedere una cippa.
La divina actress scende dalla berlina mentre io maledico il demente. La osservo meglio e penso: “Che donna affascinante! Ah… se solo avesse 20 anni in meno. Anzi, se ne avessi io, 20 anni in meno, forse avrei più possibilità di essere il suo toy-boy”.
I fotografi, i bodyguards, i cameramen, gli elfi, i buttafuori ed i buttadentro si accalcano su di lei. La folla impazzisce ma io cerco di mantenere la calma: bisogna entrare nella sala deputata all’intervista prima che arrivi lei.
Inizio a correre sotto i portici; la calca (con la elle) mi ostacola ma la forza di volontà è più forte di ogni cosa. Inizio a correre mulinando le braccia: i fans si scostano, la mia andatura è sempre più veloce, incrocio Neri Marcorè, la Filangieri (ah però…), incontro la Incontrada, circumnavigo Giuliano Ferrara e riprendo un po’ di fiato solo quando mi accosto a Luisa Ranieri. Non so perché, ma il fascino della Streep mi è calato improvvisamente.
Mi scuoto e decido di lasciare la Ranieri al suo destino: la guardo e canto sommessamente “Perdere l’amore, quando si fa sera…”.
La meta è raggiunta. Il posto in sala è ottimo, decima fila, centrale. Devo ricordarmi di ringraziare per la raccomandazione Mastella e consorte.
L’incontro con la Streep è preceduto da un bellissimo documentario sulla vita di John Cazale, un grande attore, ex grande amore della Streep morto prematuramente.
Al termine del video, entra lei. La reazione della platea è identica a quella del pubblico di X Factor quando canta chiunque: standing ovation.
Quando l’atmosfera si calma, due giornalisti iniziano a farle un po’ di domande alle quali lei, da grande star, risponde alla grande. Io spero in una domanda da parte del pubblico, sono pronto ad alzare la mano per chiederle: “ Ma lei lo sapeva che il negozio della Rizzoli, nel quale ha girato Innamorarsi, con De Niro, è stato demolito? Oppure l’ha letto sul mio blog?”.
Non c’è tempo per il popolo, la visita sta per terminare; lei si alza in piedi per ringraziare dell’affetto, io mi alzo in piedi, agguanto una penna ed il primo pezzo di carta che mi capita a tiro e mi fiondo verso il palco.
Insieme a me, orde di barbari ventenni hanno avuto la mia stessa idea e mi anticipano di qualche secondo sfruttando la giovinezza.
Lei però sembra disponibile ed inizia a scarabocchiare la propria firma; tra qualche secondo potrebbe toccare proprio a me. Nell’attesa mi preparo il discorsetto: “Please, Meryl, a signature for my blog: peppe68. Thanks a lot, au revoir”. Mi sembra non faccia una grinza.
L’ansia è spasmodica, ogni 3-4 autografi si avvicina a me di 3-4 passi da formica (un,due, tre stella!). E’ quasi il mio turno…eccola…a portata di mano…stendo il braccio e lei guarda il depliant: trattasi purtroppo della problematica dell’immondizia e del relativo riciclo, lei forse ha subodorato (è il caso di dirlo) qualcosa e tentenna. “Ma proprio un opuscolo sul lerciume doveva darmi quell'hostess?”; tento l’ultima carta a mia disposizione: la pena.
Inarco le ciglia come Staffelli e grido il suo nome cercando di suscitarle cordoglio: “Marylin! Please, Marylin!”.
Marylin? Ma allora sei un idiota? Come ti viene in mente di chiamarla come una che è morta da 47 anni. È la fine: lei trova una scusa e se ne va, con la mano alzata a mo’ di saluto (non romano).
Ma che peccato: per un soffio non ho l’autografo di Marylin Streep (aridaje!). Di lei mi rimarrà qualche foto (prossimamente, su questi schermi) ed il ricordo di una donna che, grazie al suo lavoro, mi ha fatto provare “artificialmente” tutte le emozioni possibili ed immaginabili.
Ah… ho visto anche i mitici fratelli Cohen.


Postato alle 09:50 di venerdì, 23 ottobre 2009
L'uomo, pur brancolando nel buio del mistero, spesso assume atteggiamenti di sicurezza.
Postato alle 17:17 di martedì, 20 ottobre 2009
Cari simpamici, durante l'ultimo weekend mi sono sacrificato per voi. Ho visto, sia sabato che domenica, due anteprime cinematografiche in concorso al Festival del cinema di Roma.
Scottato dal fatto che per un soffio non ho fatto parte della giuria popolare (ero nelle riserve e, nonostante fatture e riti woodoo, nessun titolare ha rinunciato. Aaaargh!), mi sono rifiutato di sfilare sul red carpet preferendo un più dignitoso black marciafeet.
Il primo film visionato si intitola Simon Konianski il cui regista, intruppato e naturalmente non riconosciuto all'entrata, è un giovane belga di origine ebrea.
L'opera narra di uno dei più idioti trentacinquenni mai esistiti (no, non è la biografia di Fabrizio Corona) e del suo difficile rapporto generazionale e politico col padre, un reduce dal lager. Nell'esilarante viaggio che i due saranno costretti a compiere, li affiancano un bimbo dolcissimo, l'ex moglie di Simon e due zii "estremamente ebrei" che rendono eccezionalmente esilarante questa pellicola.
Simon Konianski ricorda un altro film, Train de vie, forse la prima opera cinematografica che è riuscita ad auto-ironizzare l'olocausto.
Lo consiglio vivamente, poiché fa ammazzare dalle risate e nel contempo fa riflettere su divergenze storiche sempre attuali.
Voto 7
Il secondo è una produzione russa, The last station. Che sia russo si evince anche dalla presenza sonora di molti russi in sala che, vista l'ora tarda e le poltrone comode, si sono abbioccati.
Il film narra della storia di Leo Tolstoj, delle sue idee e del suo vincolo conflittuale ma romantico con sua moglie. E' consigliatissimo per gli amanti della letteratura russa, per chi vuol conoscere la Storia, per chi ama l'amore e per chi ammira le personalità forti. Si ride, si sorride e ci si commuove.
Al termine della visione gli ho regalato il massimo dei voti e, col mio giudizio, spero che vinca il Premio del pubblico e quello della Giuria anche se non ho visto gli altri film in gara (ma questo non mi sembra un motivo valido per non tifare in maniera sfegatata).
Voto 8.
Presente in sala era l'attrice protagonista, Helen Mirren, già premio Oscar, alla quale non mi son potuto avvicinare causa crollo psicofisico al termine della due giorni cinematografica.
Però spero, giovedì, di fare il gran colpo.
Altra chicca. Il prossimo spot di De Sica col corpo di Belen Rodriguez si svolgerà presso un'officina. Per puro caso ci siamo trovati accanto al set mentre giravano le riprese. Anche io sono stato ripreso, nel senso che mi hanno cazziato perché pretendevo di far parte del cast.
Ora tornate a casa, abbracciate i vostri cari, raccontate loro queste anteprime e ditegli che sono state regalate da me, con affetto. Alla prossima.
Postato alle 10:15 di martedì, 20 ottobre 2009
Se un dottore ti chiede "Dica 33" e tu non ce la fai, allora prova a rispondere "32".
Postato alle 13:59 di venerdì, 16 ottobre 2009
Poiché sento incombere la vecchiaia, ho deciso di anticipare i tempi trascorrendo qualche pomeriggio a settimana nelle farmacie della città.
Insieme alla Cappella di Sansevero ed al triangolo delle Bermude, la farmacia è il luogo più misterioso che io abbia mai visto: ora spiego il motivo.
Dietro questi enormi banconi ci sono un paio di farmacisti, di solito uomini ed anziani, che però se cerchi gli anticoncezionali si trasformano in giovani donne che ti costringono, per la vergogna, ad acquistare la Tachipirina o, se hai meno soldi in tasca, la Borocillina.
Ma non è questo l’unico arcano; il mistero si infittisce quando chiedi un qualsiasi altro farmaco.
Io non se se ci avete fatto caso ma, pur essendo questi negozi immensi e maestosi, quando si richiede un qualunque medicinale, il farmacista allunga la mano e ve lo porge. Ma come fa? Come fa ad avere tutte le migliaia e migliaia di prodotti sempre a portata di mano?
Se il prodotto farmaceutico non si trova nei tre, quattro cassetti sotto al bancone l’omino col camice bianco, male che vada, si gira ed estrae dalla struttura alle sue spalle questi lunghissimi tiretti che in un paio di secondi diventano dei veri e propri vagoni ferroviari. Lì dentro c’è il segreto.
Come è possibile che queste carrozze contengano milioni di scatolette? Ed in quale ordine sono, visto che al tizio basta allungare il braccio ed in men che non si dica il prodotto è lì, davanti a te?
Una volta, per mettere in difficoltà un dottore e per costringerlo a smuoversi, gli ho ordinato un: “Mannitino di riale, per piacere. Si tratta di un nitrato di potassio che, associato al ferro equino, diventa un nitrito antipiretico che cura la febbre da cavallo”.
Ovviamente una merce che non esiste; il laureato, senza scomporsi, ha aperto dietro di sé uno dei vagoni ed ha estratto un paio di tubetti contenenti sostanze particolari; poi mi ha dolcemente detto: “Il prodotto da lei richiesto non si trova ma ora, grazie a queste due componenti, se mi dà un paio di minuti, glielo invento io!”. Mi lasciò senza parole: preferì diventare un luminare, pur di non sradicarsi da quella maledetta piastrella bianca e girare a vuoto per la bottega.
Fateci caso: i farmacisti sono sempre fermi, immobili. Non hanno bisogno di allontanarsi; potrebbero danzare il ballo della mattonella per tutta la durata della giornata di lavoro o potrebbero installare al loro posto delle sagome: gli utenti non noterebbero nessuna differenza.
Secondo me in quegli ambigui vagoni, c’è anche la toilette.
Se qualcuno non mi fornisce spiegazioni, interpello Giacobbo.