Anche una storia d’Amore, durata per ben 15 anni, può terminare così… da un momento all’altro. Nessuno immaginava che la nostra relazione, nata tanto tempo fa in un centro commerciale, sarebbe diventata una soap opera dal finale tragico.
In verità c’erano dei piccoli segnali che tradivano il tuo stato: non c’era più comunicazione, eri sempre pallida, ti scuotevo ma non reagivi.
Sabato sera hai avuto il coraggio di lasciarmi: eppure ne abbiamo viste di tutti i colori; il filo che ci univa appariva indissolubile.
Ricordo, ora, le migliaia di ore trascorse assieme in casa; arrossisco nel rievocare i nostri “contatti” in soggiorno, nella stanza da letto ed addirittura, qualche volta, in cucina. Sembravi distante ma sapevo, in cuor mio, che un solo movimento del mio dito ti avrebbe avvicinata a me. Mi bastava un comando, per farti fare ciò che volevo.
Eri piccola, in carne ma secondo me lucente come nessun’altra: ti ammiravo per ore ed ore; quando mi proponevi un programma, non stancavo mai di ascoltarti: mi hai trasmesso parecchia cultura ed ho avuto la possibilità di nuove frequenze. Mi hai fatto apprezzare la musica e l’arte. Che show mi hai donato!
E quel viaggio romantico a Venezia? Ma quanto ci divertimmo a cambiare canali in continuazione, e senza la gondola!
E’ vero, ultimamente c’era elettricità tra di noi, un po’ di tensione; il colpo di fulmine che avevi preso ti aveva un po’ allontanata ma…non pensavo potesse mai accadere. La tua piccola luce mi ha abbandonato.
Sabato mattina sei andata via; hai trovato la tua isola, forse non felice ma di sicuro ecologica.
Auguri e, come dice Luxuria, figli trans(istor).
Che lo share sia con te, signorina Marelli, ovunque tu vada.
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